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Gli italiani continuano ad avere una fede quasi illimitata nel mattone

Secondo le previsioni di una delle principali banche italiane, per quest’anno in Italia “le prospettive del settore immobiliare restano pressoché stabili”. Anche perché le Borse hanno continuato a tenere con il fiato sospeso gli investitori: rialzi esaltanti seguiti a crolli precipitosi, con prospettive incerte per le economie a cui si somma la sfiducia nei debiti sovrani degli Stati ( Grecia, Spagna, eccetera). Tutti fattori che hanno suggerito che, forse, vale la pena di restare ancorati a qualcosa che è considerato nel tempo un valore immutabile : la casa.

A fine 2008 l’82% della ricchezza reale delle famiglie era in appartamenti e ville, nel triennio 2007 – 2009, inoltre, le intenzioni di acquisto di seconde case e di investimento sono aumentate del 10%. E anche davanti alle crisi più devastanti il parere non è cambiato: lo scoppio della bolla immobiliare ha lasciato sul lastrico migliaia di cittadini americani, in Gran Bretagna ha ridotto in povertà parecchi investitori e in Spagna ha spazzato via intere società di gestione.

In Italia niente di tutto ciò: certo il mercato ha tirato il freno e nel 2009 gli scambi sono calati dell’11% e i prezzi del 4%. Ma si tratta di variazioni tutto sommato modeste. Così non stupisce che sia prevista una stabilizzazione del settore, con quotazioni che possono al massimo del 2% ma con compravendite in ripresa del 2% su base annua.

Fonte: periodico ufficiale F.I.M.A.A.